PROGETTO ACCOGLIENZA

PROGETTO ACCOGLIENZA

MAMMA NASTRINO”

PERIODO SETTEMBRE/OTTOBRE

La Scuola dell’Infanzia, in quanto comunità educante, valorizza da un lato la singolarità dell’identità culturale di ciascun bambino e dall’altro, l’appartenenza ad una collettività ampia e composita, con l’intento di formare i futuri cittadini del mondo

( Dalle Indicazioni Nazionali 2012)

Ogni passaggio è un passaggio ad altri luoghi, ad altre persone, ad altre regole e ritmi di vita, un passaggio che produce “spaesamento”, distacco, perdita. Dal modo in cui il bambino riesce a superare i suoi primi distacchi si elaborano sicurezze per la vita futura e si costruiscono salde fondamenta per l’identità”. Bosi 2007

Prima di addentrarci nelle attività e nello svolgimento del programma annuale è indispensabile dedicare in questo periodo all’accoglienza”, ovvero all’inserimento dei piccoli e al re – incontro di mezzani e grandi.

Una buona accoglienza getta le basi per un approccio sereno all’ambiente scolastico, alla relazione positiva con le insegnanti, con il personale e con i compagni.

Per questo anno scolastico verrà utilizzato il racconto “Zeb e la scorta di baci” il racconto prevede una fase operativa nella quale i bambini, insieme a mamma e papà costruiranno una scatola e coloreranno dei baci. Il racconto e l’attività accompagneranno la famiglia all’ingresso della scuola dell’infanzia. L’utilizzo di un filo conduttore se pur molto semplice, aiuta i bambini a orientarsi in questo spazio nuovo da scoprire, ritrovare per il primo periodo la propria fotografia, significa sapere che c’è già traccia di noi in questo posto, che uno spazio è riservato solo a me e che altri bambini come me stanno vivendo le stesse emozioni.

L’accoglienza prevede per i più piccoli i seguenti primi obiettivi generali:

  • Conoscere le insegnanti

  • Conoscere i compagni

  • Conoscere l’ambiente

  • Staccarsi serenamente dalle figure di riferimento

  • Intuire e sperimentare le prime routine

  • Conoscere le regole per una buona convivenza

  • Giocare e sperimentare attraverso la manipolazione libera e strutturata

In questo periodo verranno inoltre proposti giochi e attività per la conoscenza dei compagni.

Per mezzani e grandi e un riscoprire l’ambiente e rincontrare i compagni e le insegnanti, i ritmi e le routine quotidiane vengono riprese in modo graduale, si riscopre il piacere del gioco e delle attività.

Mamma Nastrino

(tratto da ”Mamma nastrino Papà luna” di E. Nava)

Tutte le mamme del mondo. Tutte. Hanno i nastrini. Tutte le mamme, anche quelle che vivono in cielo, che fanno le pilote d’aereo o le astronaute.

Le mamme viaggiatrici che scalano le montagne o si avventurano da sole tra i ghiacci polari.

Le mamme domatrici con un carattere da tigre. Le mamme cannibali che mangiano di baci i loro piccoli. Le mamme che cucinano orecchie di coccodrillo e code di formica.

Le mamme dottoresse che curano il mal di pancia dei maiali raccontando una storia.

Le mamme leonesse che non tagliano mai le unghie ai loro figli. Le mamme brutte con il naso da strega.

Le mamme belle, bianche, nere, rosse, gialle, verdi, blu. Le mamme a strisce e a punti. Tutte le mamme del mondo hanno i nastrini. Tanti nastrini lunghi e colorati che legano i loro cuori a quelli dei loro bambini. Nastrini invisibili, di stoffa molto elastica, che possono allungarsi, allungarsi, allungarsi.

Accorciarsi, accorciarsi, accorciarsi.

Se la mamma vola a New York e il bambino viaggia nel deserto di Timbuctù.

Se la mamma corre in cucina e il bambino si rifugia sotto le coperte.

Se la mamma lavora, lavora, lavora e al bambino vengono i puntini delle coccinelle, il raffreddore degli elefanti, la tosse degli asini.

Se la mamma resta a casa e il bambino va a scuola, il primo giorno, otto ore che sembrano otto anni.

Il tamburo del cuore batte: tu tum, tu tum, pronto, pronto.

L’altro tamburo risponde: tu tum, tu tum, eccomi, un pò di pazienza!

Mamma e bambino si parlano. Da cuore a cuore.

In una lingua misteriosa che solo loro capiscono.

  • Mamma, mi vuoi bene?

  • Sì, come da qui a Marte.

  • Io di più. Come da qui al negozio delle pizze.

I nastrini sono infrangibili.

Niente può tagliarli…Dividerli…… o annodarli.

I nastrini legano mamma a bambino con il loro alfabeto segreto.

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